domenica, ottobre 06, 2013

Per uscire dalla crisi: dare respiro all'economia e ridurre il costo dello stato



DIALETTICANDO




Per uscire dalla crisi: dare respiro all'economia e ridurre il costo dello Stato

di Giulio Gallera







Il percorso per uscire dalla crisi attuale sarà sicuramente lungo e comporterà ulteriori sacrifici, ma per portarlo a termine bisognerà intervenire su due fronti: da un lato è necessario mettere in campo interventi urgenti che diano respiro immediato alla nostra economia, dall’altro è necessario stabilire delle linee programmatiche che daranno i loro risultati nel lungo e medio termine.
 
Nel quadro della crisi economica che stiamo vivendo, le regole del patto di stabilità così come vengono applicate sono diventate davvero un problema. Nell’immediato dunque credo sia necessario modificare le regole del patto. Un patto che di fatto sta generando recessione: le regole attuali purtroppo salvaguardano la spesa corrente ma comprimono gli investimenti, generando un effetto recessivo sull’economia. Obiettivo dell’Italia non deve essere quello di aggirare il tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil imposto dal patto, ma spingere per rivedere le regole sugli investimenti produttivi cofinanziati dalla Ue, in modo da svincolare la quota nazionale dal Patto di stabilità. È necessario dunque essere in linea con le regole e proporre nelle sedi europee una strategia di maggiore attenzione alla crescita e alla lotta alla disoccupazione giovanile.
 
Un altro punto su cui intervenire subito è il lavoro infatti. Non solo tramite incentivi, ma mettendo subito in campo misure che rilancino la crescita. Penso ad un intervento forte di defiscalizzazione sul costo del lavoro e di decontribuzione per recuperare competitività rispetto agli altri Paesi Ue. La riduzione fiscale senza indebitamento deve essere un obiettivo principe.

Bisogna poi rilanciare l’edilizia oggi in profonda crisi. Un primo passo è semplificare la burocrazia mettendo ordine tra più di 100 prassi tra norme e regolamenti. La crisi dell’edilizia non si arresta e le imprese continuano a fallire: i posti di lavoro persi nelle costruzioni dall'inizio della crisi a oggi sono arrivati a 446mila. Per il rilancio del settore è   necessario valorizzare le imprese che operano nel settore della legalità, stabilire tempi massimi per il rilascio di atti e certificati e di unificare a livello regionale modulistica e regolamenti, porre rimedio ai pagamenti ritardati da parte delle pubbliche amministrazioni, rispettando le direttive europee.

Nel medio e lungo termine invece per rilanciare l’economia e uscire dalla crisi è necessario intervenire sul debito pubblico innanzitutto riducendo il costo dello stato. È possibile intervenire sulla riduzione del numero degli enti, per esempio Aler, parchi, consorzi o enti di area vasta o sul numero delle aziende ospedaliere. È necessario fare scelte più coraggiose attraverso le liberalizzazioni. Altro punto importante cui si dovrebbe puntare nel lungo termine è la riduzione dei dipendenti pubblici il cui numero incide pesantemente sul costo dello Stato. E la vendita infine dell’immenso patrimonio pubblico che darebbe immediato respiro alle casse statali.