venerdì, aprile 05, 2013

IMU: inutile protestare

DIALETTICANDO






IMU: inutile protestare

di Laura Camagni





L’articolo 13 del DL 201/2011 ha anticipato in via sperimentale l’applicazione dell’IMU (Imposta Municipale Propria) a decorrere dall’1/01/2012. Questa imposta patrimoniale, che assorbe l’Irpef e le relative addizionali regionali e comunali sui redditi degli immobili non locati, è stata istituita dall’ultimo governo Berlusconi/Lega/Tremonti e sarebbe dovuta entrare in vigore dall’01/01/2014.
Monti, pressato dalle esigenze di tappare i buchi di bilancio lasciati dal precedente esecutivo (per il quale peraltro la situazione era assolutamente sotto controllo) non ha fatto che anticipare i tempi.
L’impianto del conteggio dell’IMU è lo stesso dell’ICI; mi chiedo quindi come sia possibile sostenere come fanno alcuni che sia incostituzionale, se non era considerata tale l’ICI.
Ciò che l’ha resa particolarmente gravosa è stato l’aumento dei coefficienti di rivalutazione delle rendite catastali che hanno portato ad una maggiorazione dei valori su cui l’imposta viene calcolata.
A ciò si è aggiunto che l’impianto della Legge in nome del federalismo ha lasciato libertà ai comuni di determinare le aliquote da applicare alla base imponibile, anche se entro valori minimi e massimi delle aliquote stesse.
Naturalmente la maggior parte dei comuni, anziché controllare le loro spese, sprechi e ruberie varie, ha applicato le aliquote massime, con i risultati che tutti conosciamo.
Se, come promesso in campagna elettorale, si vorrà eliminare l’IMU sulle prime case di abitazione, compensandola con un aumento dell’imposta sulle seconde e terze case ecc., il fardello diverrà ancora più pesante di quanto non sia oggi.





2 commenti:

  1. Per quanto riguarda l’IMU sulla prima casa, bisognerebbe capire quanto è necessaria. I giornali parlano sempre di debito pubblico e della necessità di aumentare le tasse, ma purtroppo sembra che queste entrate non bastino mai; spesso, a quanto pare, finiscono nelle tasse dei nostri politici. Bisognerebbe alleggerire il carico fiscale delle classi sociali con redditi inferiori alle 1.500 euro e caricare i ceti più abbienti. Purtroppo, in Italia questi ultimi sono sempre privilegiati e stiamo pagando cara questa discriminazione; infatti, a causa dello scarso patriottismo degli italiani, il denaro viene speso volentieri nelle località straniere (St. Moritz, Maldive, ecc.) e non nel nostro Paese che ne avrebbe un gran bisogno. Per esempio, Monti, invece di passare l’estate in Engadina, avrebbe potuto investire in parte le sue molteplici pensioni a Cortina dando impulso all’economia nazionale e non a quella svizzera. Ci vorrebbe un maggior senso di responsabilità e di correttezza che purtroppo manca.

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  2. Ritengo la prima casa un bene che spetta a tutti, per il quale le famiglie fanno sacrifici e rinunce; si tratta di un bene che non dà reddito e perciò non andrebbe tassato.
    Sulla seconda casa l'IMU potrebbe avere un senso se venisse abolita la tassa di successione e comunque dovrebbe essere applicata a quelle case che danno un reddito e non a quelle sfitte, ma il cui costo di mantenimento penalizza già la proprietà.

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